Ecco un po' di news sui nostri beniamini! Iniziamo con il dubbio amletico che ci viene andando a spulciare qua e là su internet riguardo il nuovo singolo: sembrerebbe che il nuovo singolo sarà The Good Life e non World So Cold come la band stessa affermava nelle interviste; potete leggere più info sul forum. L'uscita sembra prevista per il 2 marzo, ma niente è confermato. Aspettiamo ansiosi notizie ufficiali!
Intanto vi lascio la mia traduzione di una bella review del concerto del 1 Febbraio alla Rupp Arena e anche una bella mini-gallery con anche gli amici Breaking Benjamin!
Buona visione e buona lettura! ;)
La Rupp Arena è stata fragorosamente rumorosa. Il terreno tremava. La gente gridava. Solo questa volta, non è stato per una squadra di basket.
In mezzo a una palpabile scarica di testosterone, ai crowd surfers e ad urli di persone ubriache, i Breaking Benjamin e i Three Days Grace hanno tenuto in pugno un pubblico di quasi 10.000 persone e non li hanno lasciati per 3 ore.
I texani Flyleaf hanno iniziato a scaldare il pubblico e, anche se non potevano competere con i colleghi che sarebbero saliti sul palco dopo di loro, non hanno sicuramente fatto addormentare gli spettatori.
La voce della cantante Lacey Mosley è senza dubbio più forte di quello che ci si aspetterebbe dalla sua modesta statura, anche se a causa di un cattivo mixaggio veniva spesso sovrastata dai potenti riff di chitarra della sua band.
Dopo un veloce cambio di palco i Breaking Benjamin hanno preso la scena e non hanno di certo perso tempo, aprendo il concerto con il loro sensazionale singolo "I Will Not Bow". Senza alcuna ballata nel loro repertorio, la proposta della band di una cover di "Dream On" degli Aerosmith è stato un perfetto cambio di ritmo, mentre sugli schermi dietro il gruppo veniva proiettato un omaggio a tutti gli artisti scomparsi che hanno influenzato molto la band, da Kurt Cobain a Elvis e Michael Jackson.
Dopo quelli che sembravano solo 10 minuti (in realtà erano circa 75) i Breaking Benjamin hanno lasciato il palco, lasciando il posto ai Three Days Grace. I canadesi hanno aperto anch'essi con il loro ultimo singolo, "Break" per proseguire poi la scaletta con un'ottima selezione di canzoni estratte da tutti e tre i loro album.
Il momento clou della performance dei Three Days Grace è arrivata a circa metà del concerto, alla fine di un assolo sbalorditivo di batteria, quando il cantante Adam Gontier è andato al mixer al centro del locale dove ha cantato la prima strofa di "Never Too Late" per poi di tornare sul palco.
La band ha poi omaggiato le sue influenze musicali quando hanno rallentato il ritmo e proposto una versione ridotta di "In The Air Tonight" di Phil Collin's.
Anche se tutti gli artisti che si sono esibiti hanno coinvolto tantissimo il pubblico, è stato difficile non rimanere a fine concerto con la sensazione di volerne ancora. Ma se la sfida più grande è quella di lasciare il pubblico con la voglia di volere ancora musica, si può sicuramente dire che le band hanno fatto il loro lavoro.
intervista originale di Matt Murray qui
Intanto vi lascio la mia traduzione di una bella review del concerto del 1 Febbraio alla Rupp Arena e anche una bella mini-gallery con anche gli amici Breaking Benjamin!
Buona visione e buona lettura! ;)
La Rupp Arena è stata fragorosamente rumorosa. Il terreno tremava. La gente gridava. Solo questa volta, non è stato per una squadra di basket.
In mezzo a una palpabile scarica di testosterone, ai crowd surfers e ad urli di persone ubriache, i Breaking Benjamin e i Three Days Grace hanno tenuto in pugno un pubblico di quasi 10.000 persone e non li hanno lasciati per 3 ore.
I texani Flyleaf hanno iniziato a scaldare il pubblico e, anche se non potevano competere con i colleghi che sarebbero saliti sul palco dopo di loro, non hanno sicuramente fatto addormentare gli spettatori.
La voce della cantante Lacey Mosley è senza dubbio più forte di quello che ci si aspetterebbe dalla sua modesta statura, anche se a causa di un cattivo mixaggio veniva spesso sovrastata dai potenti riff di chitarra della sua band.
Dopo un veloce cambio di palco i Breaking Benjamin hanno preso la scena e non hanno di certo perso tempo, aprendo il concerto con il loro sensazionale singolo "I Will Not Bow". Senza alcuna ballata nel loro repertorio, la proposta della band di una cover di "Dream On" degli Aerosmith è stato un perfetto cambio di ritmo, mentre sugli schermi dietro il gruppo veniva proiettato un omaggio a tutti gli artisti scomparsi che hanno influenzato molto la band, da Kurt Cobain a Elvis e Michael Jackson.
Dopo quelli che sembravano solo 10 minuti (in realtà erano circa 75) i Breaking Benjamin hanno lasciato il palco, lasciando il posto ai Three Days Grace. I canadesi hanno aperto anch'essi con il loro ultimo singolo, "Break" per proseguire poi la scaletta con un'ottima selezione di canzoni estratte da tutti e tre i loro album.
Il momento clou della performance dei Three Days Grace è arrivata a circa metà del concerto, alla fine di un assolo sbalorditivo di batteria, quando il cantante Adam Gontier è andato al mixer al centro del locale dove ha cantato la prima strofa di "Never Too Late" per poi di tornare sul palco.
La band ha poi omaggiato le sue influenze musicali quando hanno rallentato il ritmo e proposto una versione ridotta di "In The Air Tonight" di Phil Collin's.
Anche se tutti gli artisti che si sono esibiti hanno coinvolto tantissimo il pubblico, è stato difficile non rimanere a fine concerto con la sensazione di volerne ancora. Ma se la sfida più grande è quella di lasciare il pubblico con la voglia di volere ancora musica, si può sicuramente dire che le band hanno fatto il loro lavoro.
intervista originale di Matt Murray qui






